IL PONTE VECCHIO: DALLE FONTI ALLA STORIA

di Roberta Torresi, insegnante presso il plesso di primaria "G. Mazzini"

Raccontare un'esperienza didattica per condividerla con colleghi e non: questo è il fine della mia presenza qui, sul blog del PNSD dell'I.C. Perugia 12.

L'esperienza didattica alla quale faccio riferimento è il progetto "Il Ponte Vecchio: dalle fonti alla storia", che si è concluso domenica 22 Maggio con la narrazione delle informazioni storiche sul ponte raccolte nel corso dell'anno, portata avanti dai bambini delle classi terze della scuola primaria "G. Mazzini" di Ponte San Giovanni. Tale evento si è inserito all'interno della camminata "Da borgo a borgo" prevista per i festeggiamenti di Perugia 1416.

La nostra scoperta: il primo pilastro del Ponte!
Abbiamo colto l'occasione del passaggio dei partecipanti alla camminata per raccontare loro la storia e l'importanza di quello che è stato il Ponte Vecchio o Ponte di San Giovanni ...ma anche per ricordare a tutti che accanto all'attuale Ponte di Legno c'è ancora quello che molto probabilmente fu il primo pilastro del suddetto ponte!


Obiettivi in riferimento al Curricolo


Il Ponte Vecchio in una foto d'epoca (Lattaioli)
Il progetto prende il via dai seguenti due obiettivi di apprendimento
  1. individuare le tracce e usarle come fonti per produrre conoscenze sul proprio passato, della generazione degli adulti e della comunità di appartenenza;
  2. ricavare da fonti di tipo diverso informazioni e conoscenze su aspetti del passato.
Questi obiettivi permettono di perseguire almeno i seguenti traguardi per lo sviluppo delle competenze:
  1. l'alunno riconosce elementi significativi del passato del suo ambiente di vita;
  2. riconosce e esplora in modo via via più approfondito le tracce storiche presenti nel territorio e comprende l'importanza del patrimonio artistico culturale;
  3. organizza le informazioni e le conoscenze, tematizzando e usando le concettualizzazioni pertinenti.

E allora si parte! Alla ricerca di fonti iconografiche e di fonti scritte...


Tante sono le foto che circolano sul Ponte Vecchio, bellissime foto dei primi anni del '900, dove da mille angolazioni emerge tutta la maestosità di questa struttura architettonica. La raccolta di foto "Un viaggio nel tempo e nella memoria. Perugia nelle foto di Girolamo Tilli e Tullio Giugliarelli" (Futura edizioni), con le numerose foto sul Ponte Vecchio che propone, è un ottimo punto di partenza. Questa la foto da cui tutto prende il via, la classica foto che un "ponteggiano" non può non conoscere.

Foto da Tilli-Giugliarelli
Parola d'ordine: osservare! Certo, osservare: la forma, la disposizione degli archi, il materiale, le persone in primo piano, il tutto  per capire com'era fatto, fare supposizioni sul periodo al quale risale la foto ed infine  per descrivere. Da qui, via con il testo descrittivo!

L'altra immagine importantissima, che non poteva essere tralasciata, è quella del Cabreo dell'Ospedale di Santa Maria della Misericordia del 1686, dalla quale si scopre che inizialmente sul ponte c'erano due torri. Da un'ulteriore ricerca si viene a sapere che le due torri che c'erano verranno demolite nel 1788.
Il Ponte nel Cabreo del 1686

Ma come fare per saperne di più? Compito per casa: cerca informazioni sul Ponte Vecchio. Da Internet qualche informazione viene fuori, ma niente di significativo;  una bambina va in biblioteca e torna a scuola con il libro di Lattaioli, Pinna, Riganelli "Ponte San Giovanni: dal Tevere alla città", libro che diventerà la pietra miliare dell'intero lavoro. Ad esso si uniranno, nel corso dell'anno scolastico, altri testi: Luigi Messini "Ponte San Giovanni tra i due conflitti mondiali" e "Obiettivo... Ponte San Giovanni", Remo Bistoni "Una chiesa presente", AA.VV "Il Ponte". La consultazione di questi testi ci consente di raccogliere informazioni, ma anche di perseguire altri obiettivi di apprendimento di italiano legati alla comprensione, al lessico, alla lettura e alla produzione scritta.

L'intervista al sig. Renato

Fonti orali e fonti materiali: il racconto degli anziani e l'uscita al Ponte



Ad un certo punto ci siamo chiesti se, tra le persone più anziane, qualcuno avesse visto davvero il Ponte Vecchio. Da qui una prima intervista. L'intervista viene preparata in classe: i bambini elaborano le domande, poi viene fatta e registrata dall'insegnante, perché  il sig. Renato, che abita a Collestrada, è troppo anziano per venire in classe. Lui, intorno agli anni '30, andava a scuola a Ponte San Giovanni a piedi tutti i giorni e tutti i giorni passava sopra il ponte. Altra intervista, questa volta diretta, viene realizzata all'Unitre, con il sig. Gabriele e la  sig. Rina. Altissimo l'interesse dei bambini che fanno domande e prendono appunti. Intanto la maestra effettua una registrazione audio. Le interviste registrate  vengono poi riscritte come discorso diretto o raccontate con il discorso indiretto collettivamente in classe o trascritte dall'insegnante e proposte come letture.

A questo punto non poteva mancare un'uscita al Ponte di Legno, dove prima c'era il Ponte Vecchio. Da quella prima uscita torniamo, non solo arricchiti dall'esperienza in sé, ma con una scoperta, per noi, eccezionale: esiste ancora un pezzo di ponte, una piccola parte del pilastro!


Nessun bambino sapeva niente di questo pezzo di pilastro, neanche le maestre, neanche le bidelle e neanche i genitori dei bambini. Incredulità in classe: "Non è possibile... era così importante" "...e nessuno ne sa niente!" "Hai visto maestra? C'era anche un vecchio materasso abbandonato!".

Nuovi obiettivi


Una volta accertato che quello era proprio il pilastro del ponte scatta l'esigenza di fare in modo che questo rudere venga salvaguardato e "riscoperto" dalla popolazione tutta. Come fare? "Facciamo un cartellone" dice qualcuno, "Mettiamo le indicazioni stradali" dice qualcun altro. Ebbene alla fine ci diamo degli obiettivi da raggiungere:
  • coinvolgere il Comune di Perugia per mettere una bacheca con alcune delle informazioni storiche da noi raccolte
  • ripulire l'area
  • scrivere un articolo da pubblicare sul giornalino della Pro-Ponte
  • scrivere una pagina su Wikipedia, in modo che, chiunque, ovunque, possa avere informazioni su questa struttura architettonica così importante, non solo per Ponte San Giovanni, ma per l'intera città di Perugia.
L'articolo sul giornalino della ProPonte
Il giornalino della ProPonte uscirà a dicembre, l'articolo deve essere pronto per la metà di novembre. E allora giù a scrivere questo testo collettivo che mette insieme le prime informazioni raccolte. Oltre alla scrittura ci siamo concentrati sull'importanza della rilettura di un testo e quindi della correzione. Con grande impegno di tutti il testo è pronto in tempo e viene pubblicato. Trovarlo lì stampato su un giornale è stato davvero importante per tutti.

La ricerca continua: la fine del Ponte


A questo punto quello che sembrava un traguardo si è trasformato in un punto di partenza. Ci siamo resi conto che servivano maggiori informazioni sulla fine del Ponte, su chi ne è stato l'artefice, su come sono andati i fatti. A distruggerlo sono stati davvero i Tedeschi come ci ha raccontato il sig. Gabriele? O sono stati gli alleati come viene suggerito da qualcun altro? Grazie al suggerimento della maestra Paola ci rivolgiamo all'ISUC. Ci viene dato in prestito il libro di Remo Bistoni, sopra citato, e questo ci apre un mondo, ci catapulta nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, quando i bombardamenti sconvolsero il nostro territorio. Dalle testimonianze di don David Cancellotti, nel testo riportate, scopriamo tanti fatti, tante tragedie, la data della distruzione del Ponte, ma nessuna chiarezza su chi lo ha distrutto. Rimane la stessa domanda: sono stati gli alleati o i tedeschi?

Il 27 Gennaio incalza e allora decidiamo di celebrare la Giornata della Memoria ospitando  in classe il sig. Daniele, noto scultore della zona, che ha vissuto in prima persona i bombardamenti in quanto la sua famiglia non lasciò mai Ponte San Giovanni. Contemporaneamente chiediamo ai figli di Carlo Natalizi, autore di una meravigliosa opera lignea che ha come soggetto il Ponte Vecchio, di poterla portare a scuolaL'incontro, avvenuto in quello che fu il laboratorio di Carlo Natalizi, della sottoscritta con la signora Mariella e il sig. Augusto Natalizi è stato determinante. In quell'occasione, parlando del Ponte e della ricerca che stavamo portando avanti a scuola, il prof. Natalizi ci racconta di suono nonno, Felice Natalizi, costretto, dai Tedeschi, insieme ad altri operai del Pastificio Ponte, a trasportare a spalla o su carri un'infinità di mine che vennero portate al ponte. Lì, secondo il suo racconto, i tedeschi lo minarono e lo fecero saltare in aria. Il colloquio avvenuto tra i presenti viene trascritto dall'insegnante, sia come discorso diretto che come discorso indiretto, e consegnato ai bambini.
Il modello in legno del Ponte Vecchio di Carlo Natalizi

Il 27 Gennaio ad accogliere il sig. Daniele in classe, oltre a del buon tè caldo e biscotti (offerti dai bambini), c'è anche l'imponente opera lignea di Carlo Natalizi. Il racconto del sig. Daniele è coinvolgente, preciso, ricco di particolari e corrisponde in pieno alle testimonianze riportate sul testo di Remo Bistoni "Una chiesa presente", le arricchisce in quanto ce le racconta sotto un altro punto di vista. In più ci spiega il Ponte, con i suoi segreti, la camera delle pecore e l'apertura sul parapetto, ci racconta la vita sul fiume Tevere, la vita nel paese, ci parla di Lullo e della misteriosa signora che faceva il bagno nuda nel Tevere.

E per finire...


A questo punto, dopo aver consultato fonti di ogni tipo, riprendiamo in mano il testo che avevamo scritto per il giornale della Pro-Ponte: lo rivediamo, aggiungiamo le tante informazioni raccolte successivamente, togliamo delle imprecisioni ed otteniamo il testo da pubblicare su Wikipedia. Il momento in cui viene caricato e pubblicato, insieme alla collega Cristiana, è stato davvero emozionante!


Tante sono state le attività didattiche strettamente correlate al ponte oltre a quelle sopra citate:
  • la linea del tempo e il concetto di differenza applicato al calcolo della durata;
  • la presentazione del piano, del punto e della semiretta per la realizzazione della gigantografia del ponte con la tecnica del reticolato;
  • la ricerca sul London Bridge partendo dal canto tradizionale "London Bridge is falling down";
  • la preparazione di un breve brano musicale realizzato con le percussioni che faccia da sottofondo musicale alla narrazione;
  • il metro come unità di misura e la misurazione del pilastro da parte dei bambini durante un'incredibile lezione all'aperto portata avanti insieme alla maestra Marina ...e tante altre ancora.

Intanto portiamo avanti i contatti con il Comune, informando tramite email l'Istituzione di riferimento di tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Di conseguenza iniziano i primi contatti con i rappresentanti dell'istituzione comunale che cercano di venire incontro alle nostre richieste. Come precedentemente spiegato l'evento  "Perugia 1416", con le giornate dedicate a quello che era il contado di Perugia, ci dà l'opportunità di raccontare a tante persone la storia di quello che era il Ponte di San Giovanni, noto a tutti come Ponte Vecchio. Tutto è pronto, bisogna solo pubblicizzare e così, oltre alle mail di invito alle istituzioni, realizziamo anche un volantino che distribuiamo nelle classi della scuola primaria Mazzini dove i bambini vanno a pubblicizzare l'evento e a raccontare il nostro lavoro.

Il Ponte Vecchio ...in pasta di zucchero!
Non va tralasciato il coinvolgimento dei genitori che si sono adoperati in mille modi per la buona riuscita del nostro evento, e tra le tante cose hanno provveduto alla realizzazione di 18 tamburi e 36 battenti nonché alla realizzazione di una torta squisita con sopra... il Ponte Vecchio fatto di pasta di zucchero!

E torniamo all'inizio: il 22 Maggio c'è stata la presentazione della ricerca accompagnata da una mostra delle fonti utilizzate, la richiesta di poter realizzare una bacheca e mettere delle indicazioni stradali e il lancio della pagina dedicata al Ponte Vecchio su Wikipedia. Tutto questo per poter gridare tutti insieme, come abbiamo fatto alla fine della narrazione: "...e la memoria del nostro ponte è salva, anche grazie a noi!".

Commenti

  1. Un'esperienza bellissima, un percorso didatticamente ricchissimo e un racconto coinvolgente! Grazie della condivisione.

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  2. Complimenti! Grandissimo lavoro! Bravi!

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  3. Grande la maestra Roberta, come tutte le maestre della scuola Mazzini!!! Ho assistito alla presentazione del 22 maggio ed è stata molto interessante ed emozionante. In questi anni le mie bambine hanno vissuto in questa scuola esperienze analoghe che sono state essenziali nell'accendere in loro la passione per la scuola e curiosità e interesse per quello che li circonda. Grazie a quei docenti che non pensano ai ragazzi come a dei "contenitori" da riempire, ma a delle stelle da accendere!! Grazie a quei genitori che sanno dare fiducia alle scuole meno "blasonate" e sanno valutare il percorso scolastico dei propri figli non in base alla mole di compiti a casa o di pagine di programma svolte, ma in base alle competenze acquisite!! Quelle, a differenza delle nozioni, non si dimenticano e....non si trovano su Wikipedia!!

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